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Marco  Pacifici
  • Via Premuda 14, 00195, Roma
  • +39.3339299706
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Il contributo presenta una sintesi dei risultati della campagna di ricerca condotta nel 2015 sul Poggio del Castello a Marsiliana d’Albegna, con la conclusione dei saggi di scavo eseguiti dall’Università degli Studi di Siena con la... more
Il contributo presenta una sintesi dei risultati della campagna di ricerca condotta nel 2015 sul Poggio del Castello a Marsiliana d’Albegna, con la conclusione dei saggi di scavo eseguiti dall’Università degli Studi di Siena con la direzione dell’allora Soprintendenza Archeologia della Toscana.
Le indagini su questa parte del sito, avviate nel 2013, hanno rivelato un’occupazione protrattasi, con alcune soluzioni di continuità, dalla tarda età del bronzo (BR2) fino all’alto medioevo, con tracce di una più antica frequentazione, risalente già alla fine del Bronzo Medio (BM3). Evidenze riferibili al Bronzo Recente sono state individuate lungo le pendici meridionali del Poggio (Saggi 3-4), prospicienti l’altura contigua di Uliveto di Banditella: si tratta di un allineamento discontinuo di canalette per il drenaggio delle acque, che correva lungo i margini di una terrazza naturale. Un maggior numero di testimonianze sono riconducibili a un momento terminale del Bronzo Finale (BF3), con interventi di ampliamento delle pendici sud-occidentali (Saggi 5-5bis), realizzati alternando scarichi di pietrame a strati con consistenti butti di materiale ceramico, e di alcuni resti di strutture capannicole e due grandi fosse circolari (Saggi 3-4), obliterate con strati di carbone e di cenere alternati a livelli di argilla.
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This paper presents the results of the 2015 excavation in the necropolis of Monte Li Santi at the Faliscan site of Narce (Mazzano Romano-Calcata), 35 kilometers north of Rome. Our knowledge of the necropolis was based until now mainly on... more
This paper presents the results of the 2015 excavation in the necropolis of Monte Li Santi at the Faliscan site of Narce (Mazzano Romano-Calcata), 35 kilometers north of Rome. Our knowledge of the necropolis was based until now mainly on the 1894 publication in the Monumenti Antichi dei Lincei. During the 2015 excavation, three large rock-cut chamber tombs were discovered, unfortunately already looted, together with a series of niches near them, used probably for ritual practices. The most impressive evidence is represented by the largest chamber tomb (Tomb A), which is characterised by a large pillar in the center of the chamber, partially stone carved in the shape of a column. The area facing the tombs corresponded to a large platform, organised around a small altar. Traces of quarrying activities appeared also contemporary to the use of the necropolis. The few undisturbed contexts and the limited number of finds discovered testify to the phase of abandonment of this part of the necropolis, which seems to have taken place at the beginning of the 3rd century B.C.E., probably in relation to the Roman conquest of Narce. Nevertheless, the presence of earlier finds suggests the use of this part of the necropolis especially during the Archaic and Late Archaic periods. The rediscovery of the excavation journal of the necropolis permitted also to gain new insights concerning the 1890 excavation by Francesco Mancinelli Scotti. Combining data from past and present excavations, allowed for a new typology of tomb architecture and a general reconsideration of the mortuary landscape of this necropolis. In the different sections of this paper, the authors discuss the history of the research, the stratigraphy, the finds, the few human remains discovered and the process of restoration and conservation of the finds.
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International Conference
Siena, Palazzo Patrizi
14-15 July 2018
9am-5.30pm
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7 giugno 2018, Sapienza Università di Roma, Museo dell’Arte Classica (Odeion) P.le Aldo Moro, 5 - Roma.
Giornata di studi italo-francese finanziata dall’Ambasciata di Francia in Italia (bando Cassini 2017)
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Negli ultimi anni gli scavi dell’abitato protourbano di Sorgenti della Nova sono stati particolarmente ricchi di risultati: oltre ai diversi tipi di abitazioni (in grotte artificiali, in grandi strutture a pianta ellittica, in capanne a... more
Negli ultimi anni gli scavi dell’abitato protourbano di Sorgenti della Nova sono stati particolarmente ricchi di risultati: oltre ai diversi tipi di abitazioni (in grotte artificiali, in grandi strutture a pianta ellittica, in capanne a base incassata nella roccia, in strutture ipogee), sono stati rinvenuti all’interno dell’abitato ambienti di servizio ed altri destinati al culto e tracce di attività legate al rituale e a cerimonie sacre.
Il confronto con gli altri abitati coevi o meno, del territorio e di altre aree geografiche, ha portato a ripensare all’esistenza di insediamenti di minore e maggiore complessità e alla necessità di costruire una tipologia ragionata che arricchisca le troppo semplici definizioni di villaggio, centro protourbano, città, senza che questo implichi l’accettazione di un generale e semplicistico criterio evoluzionista, se non all’interno di una medesima facies culturale. Importante è anche l’analisi della dialettica tra centri maggiori e centri minori spesso sorti con finalità specifiche, quali la sorveglianza di guadi e strade, la produzione di particolari prodotti, come il sale, o l’estrazione di pietre o metalli.Dall’analisi e dalla tipologia dei modelli abitativi e dalla loro maggiore o minore complessità si può inferire, se pur con le dovute precauzioni, l’organizzazione sociale delle comunità che hanno prima ideato e poi costruito la sede in cui vivere. Come più volte si è ribadito nei precedenti Incontri, la “forma” degli abitati e dei paesaggi è prima di tutto frutto di una operazione mentale e culturale. Dalle strutture di un abitato (la forma delle case, la presenza di strutture comuni, di spazi dedicati al culto e altro ancora) è possibile, anche se in via ipotetica, ricostruire la struttura sociale dei suoi abitanti. Infine è possibile con una attenta analisi spaziale dei rinvenimenti degli oggetti della cultura materiale, ipotizzare i comportamenti quotidiani e quelli legati alla religiosità e a specifici culti.
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